Cronaca

Ex Bodyguard di Fedez: 4 anni e 10 mesi chiesti dal PM

Si è conclusa la requisitoria nel processo a carico dell'ex bodyguard di Fedez, accusato di reati legati al mondo ultrà. …

Ex Bodyguard di Fedez: 4 anni e 10 mesi chiesti dal PM

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Si è conclusa la requisitoria nel processo a carico dell'ex bodyguard di Fedez, accusato di reati legati al mondo ultrà. Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione. L'uomo, il cui nome non è stato reso pubblico per tutelare la privacy, è imputato per vari capi d'accusa, tra cui partecipazione a organizzazioni criminali e violenza aggravata.

Secondo l'accusa, l'ex bodyguard avrebbe avuto un ruolo attivo all'interno di un gruppo ultrà, fornendo supporto logistico e partecipando attivamente a scontri e azioni violente durante e dopo le partite di calcio. Il PM ha sottolineato la gravità dei fatti, evidenziando la pericolosità dell'azione del gruppo e il ruolo importante svolto dall'imputato.

La difesa, invece, ha chiesto l'assoluzione, sostenendo la mancanza di prove certe a carico del suo assistito e contestando la ricostruzione dei fatti fornita dall'accusa. Gli avvocati hanno evidenziato la mancanza di prove dirette che collegano il loro cliente alle accuse più gravi, sottolineando eventuali errori di identificazione e la debolezza delle testimonianze.

Il giudice si è riservato di emettere la sentenza, che si attende nelle prossime settimane. La vicenda ha inevitabilmente suscitato molto interesse mediatico, anche per il coinvolgimento dell'ex bodyguard di un personaggio pubblico noto come Fedez. Il processo ha acceso i riflettori sulla violenza negli stadi e sul ruolo che possono avere figure vicine al mondo dello spettacolo in contesti di criminalità organizzata. La sentenza sarà un importante punto di riferimento per futuri casi analoghi e contribuirà a delineare i contorni di responsabilità in simili situazioni.

La discussione in aula ha visto un confronto serrato tra accusa e difesa, con il PM che ha puntato su una ricostruzione dettagliata dei fatti basata su testimonianze e intercettazioni, mentre la difesa ha lavorato sulla credibilità delle prove e sulla mancanza di elementi decisivi per condannare il proprio assistito. La prossima udienza sarà decisiva per il destino dell'ex bodyguard, il cui futuro dipenderà dalla decisione del giudice.

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