Forza Nuova: Rifiutata la richiesta di scarcerazione, vertici restano ai domiciliari
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Il Gip di Catanzaro ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per i vertici di Forza Nuova. La decisione arriva dopo l'istanza presentata dalla difesa, che chiedeva la liberazione dei dirigenti del movimento neofascista. Il giudice, tuttavia, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, confermando la misura cautelare.
Secondo l'accusa, i vertici di Forza Nuova sarebbero coinvolti in una serie di reati, tra cui violenza e partecipazione ad associazione a delinquere. Le indagini, condotte dalla Digos, avrebbero documentato la partecipazione attiva dei dirigenti alle manifestazioni violente avvenute nel corso degli ultimi anni. L'inchiesta si concentra in particolare sugli episodi di violenza avvenuti durante le proteste contro le misure restrittive imposte durante la pandemia di Covid-19 e sulle azioni di incitamento all'odio e alla discriminazione.
La difesa aveva sostenuto l'infondatezza delle accuse, evidenziando la mancanza di prove concrete a carico dei propri assistiti e chiedendo la sostituzione della misura cautelare con obblighi meno restrittivi. Il Gip, però, ha ritenuto che la permanenza agli arresti domiciliari sia necessaria per evitare il pericolo di reiterazione dei reati e per garantire il buon fine delle indagini.
La decisione del Gip rappresenta un duro colpo per Forza Nuova, che ora dovrà affrontare il processo con i suoi vertici ancora sottoposti a restrizioni significative. La vicenda giudiziaria rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa storia del movimento, già oggetto di indagini e di provvedimenti giudiziari in passato. La conferma degli arresti domiciliari sottolinea la gravità delle accuse mosse e la determinazione della magistratura nel contrastare i fenomeni di estremismo di destra e di violenza politica.
Le indagini continuano, e si attendono ulteriori sviluppi nel corso del procedimento giudiziario. L'attenzione della pubblica opinione resta alta su questa vicenda, che riapre il dibattito sull'estremismo politico in Italia e sulla lotta contro la violenza. La decisione del Gip segna un punto fermo nell'azione giudiziaria, ma il percorso è ancora lungo e complesso prima di giungere a una sentenza definitiva.