Marche unite contro i mega-parchi eolici sugli Appennini
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Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato all'unanimità una mozione che si oppone alla realizzazione di parchi eolici di grandi dimensioni sugli Appennini. La decisione, frutto di un ampio consenso trasversale, rappresenta un segnale forte contro un modello di sviluppo energetico ritenuto incompatibile con la tutela del paesaggio e dell'ambiente. La mozione sottolinea la necessità di preservare il patrimonio naturalistico e paesaggistico delle montagne marchigiane, un'area di grande valore ecologico e turistico. I consiglieri regionali hanno espresso preoccupazione per l'impatto visivo dei mega-parchi eolici, che potrebbero deturpare il paesaggio e compromettere il valore estetico delle aree interessate.
Inoltre, la mozione evidenzia le potenziali conseguenze negative sulla biodiversità e sugli habitat naturali, mettendo in luce il rischio di alterazione degli ecosistemi locali. Si solleva anche la questione dell'impatto acustico generato dalle turbine eoliche, che potrebbe avere ripercussioni negative sulla qualità della vita delle popolazioni residenti. La decisione delle Marche si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo delle energie rinnovabili e sulla necessità di conciliare la transizione energetica con la tutela dell'ambiente e del paesaggio. Diversi comuni marchigiani si sono già espressi contro i progetti di mega-parchi eolici, evidenziando il rischio di un impatto negativo sul turismo e sull'economia locale. La mozione approvata dal Consiglio regionale impegna la Giunta regionale a promuovere un approccio più responsabile e sostenibile allo sviluppo delle energie rinnovabili, privilegiando soluzioni meno impattanti e compatibili con la conservazione del territorio. La Regione Marche si impegna quindi a difendere la propria identità territoriale, promuovendo al contempo le energie rinnovabili in modo oculato e responsabile.
La mozione è un chiaro segnale di resistenza a un modello di sviluppo energetico imposto dall'alto, senza considerare le esigenze e le caratteristiche specifiche del territorio. Rappresenta un esempio concreto di come le istituzioni locali possano tutelare il proprio patrimonio naturale e culturale, opponendosi a progetti che potrebbero avere conseguenze negative a lungo termine. Si auspica ora che questa decisione possa essere da esempio per altre regioni italiane, incoraggiando un dibattito più ampio e responsabile sulla pianificazione territoriale e sulla transizione energetica.