Marchetti: "Il mio rifiuto al Napoli, un errore fatale"
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Il direttore generale della Cittadella, Stefano Marchetti, ha ammesso pubblicamente di aver commesso un grave errore nel passato, rifiutando un'offerta del Napoli. La retrocessione in Serie C della squadra veneta è arrivata come un duro colpo, e Marchetti non si nasconde dietro a scuse: "È il momento più brutto della mia carriera", ha dichiarato con sincerità. L'ammissione arriva a seguito di settimane di speculazioni e critiche, a seguito della disfatta che ha relegato la Cittadella nell'inferno della terza serie.
Marchetti, figura di spicco nella gestione del club, si è preso la piena responsabilità della situazione. Ha sottolineato come alcune scelte strategiche, fatte nel corso delle ultime stagioni, si siano rivelate fallimentari, contribuendo in maniera significativa alla discesa. Non ha voluto entrare nel dettaglio di queste decisioni, preferendo focalizzarsi sul futuro e sulla ricostruzione del club. "Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare duramente per tornare dove meritiamo", ha aggiunto, mostrando determinazione nonostante la profonda delusione.
La retrocessione della Cittadella ha scosso l'ambiente calcistico italiano. La squadra veneta, nota per la sua solida organizzazione e la sua capacità di formare giovani talenti, era considerata una realtà consolidata della Serie B. Il mancato accesso alla massima serie, anni fa, ora appare come un punto di svolta negativo, un bivio che ha portato la squadra all'attuale situazione critica. La scelta di rifiutare l'offerta del Napoli, seppur non esplicitata nei dettagli, sembra essere stata uno degli elementi chiave di questo percorso sfortunato.
Il futuro della Cittadella è incerto, ma la dichiarazione di Marchetti rappresenta un primo passo verso l'accettazione della realtà e la volontà di reagire. La società dovrà ora affrontare una profonda riorganizzazione, sia dal punto di vista tecnico che gestionale, per cercare di tornare nel calcio professionistico a breve termine. L'esperienza di Marchetti, nonostante l'ammissione dei propri errori, potrebbe risultare fondamentale per la ricostruzione. La sua onestà, nel riconoscere le scelte sbagliate e assumersi le proprie responsabilità, è un segnale positivo che potrebbe dare nuovo slancio al progetto Cittadella.