Economia

Orsini: Non i dazi, ma l'euro-dollaro penalizza le imprese italiane

Secondo il deputato Orsini, l'attuale scambio euro-dollaro è il principale responsabile della perdita di competitività delle aziende italiane, più che …

Orsini: Non i dazi, ma l'euro-dollaro penalizza le imprese italiane

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Secondo il deputato Orsini, l'attuale scambio euro-dollaro è il principale responsabile della perdita di competitività delle aziende italiane, più che l'imposizione di dazi. L'euro forte rispetto al dollaro rende le esportazioni italiane più costose sui mercati internazionali, riducendo la loro capacità di competere con i prodotti provenienti da paesi con valute più deboli. Questa situazione, afferma Orsini, sta incidendo negativamente sulla bilancia commerciale italiana e sulla crescita economica del Paese.

Orsini sottolinea come le imprese italiane, già alle prese con l'aumento dei costi energetici e delle materie prime, si trovino ora a fronteggiare un ulteriore ostacolo derivante dalla forza dell'euro. Questo fattore, a suo avviso, rende meno efficace l'impatto dei dazi, che pur rappresentando un problema, sono meno incisivi rispetto alla competitività valutaria. La soluzione, secondo il deputato, non risiede solo nella riduzione dei dazi, ma richiede anche un'azione politica volta a gestire in modo più efficace il tasso di cambio euro-dollaro.

Il deputato ha inoltre ribadito l'importanza di investire in innovazione e tecnologia per aumentare la competitività delle aziende italiane a livello internazionale. Solo attraverso una strategia integrata che tenga conto sia degli aspetti macroeconomici, come il cambio valutario, sia di quelli microeconomici, come la produttività e l'innovazione, si potrà garantire la crescita sostenibile dell'economia italiana e contrastare efficacemente la concorrenza globale.

La posizione di Orsini apre un dibattito sulla necessità di una politica economica più attenta alla gestione del tasso di cambio, evitando un eccessivo apprezzamento dell'euro che potrebbe penalizzare pesantemente le esportazioni e, di conseguenza, l'intero sistema economico italiano. La questione sollevata dal deputato richiederà un'analisi approfondita da parte del governo e delle istituzioni europee per individuare le soluzioni più adeguate a sostenere la competitività delle imprese italiane nel contesto internazionale.

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