Cronaca

Sondaggio Whatsapp choc a scuola: chi meritava di morire?

Un sondaggio agghiacciante ha scosso una scuola italiana. Circolato su Whatsapp, il quiz proponeva agli studenti di scegliere tra tre …

Sondaggio Whatsapp choc a scuola: chi meritava di morire?

U

Un sondaggio agghiacciante ha scosso una scuola italiana. Circolato su Whatsapp, il quiz proponeva agli studenti di scegliere tra tre giovani donne vittime di femminicidio – Giulia Tramontano, Mariella Anastasi e Giulia Cecchettin – chiedendo di fatto chi “si meritava di più di essere uccisa”. L'iniziativa ha suscitato indignazione e sdegno, generando un'ondata di condanna da parte di studenti, genitori e docenti. La notizia ha rapidamente raggiunto i media, amplificando la gravità dell'accaduto e sollevando un dibattito sulla cultura della violenza e sull'urgente necessità di un'educazione al rispetto.

La scelta delle tre vittime, tutte giovani donne uccise da partner o ex partner, rende l'atto ancora più grave e simbolico. Il sondaggio, infatti, non solo banalizza la tragedia della violenza di genere, ma normalizza e quasi legittima la violenza stessa, presentando la scelta della vittima come un qualcosa di discutibile e perfino meritevole di giudizio. L'assurdità della domanda evidenzia una pericolosa mancanza di consapevolezza sulla violenza sulle donne e sulle sue conseguenze devastanti.

L'associazione Women for Freedom ha lanciato un appello accorato, sottolineando l'importanza di un'educazione al rispetto che combatta la violenza di genere a partire dalle scuole. L'episodio, infatti, evidenzia l'urgenza di interventi educativi mirati che promuovano il rispetto delle donne, la parità di genere e la condanna ferma di ogni forma di violenza. È necessario lavorare su un cambio culturale radicale, contrastando la normalizzazione della violenza e promuovendo una maggiore consapevolezza delle sue implicazioni.

Le autorità scolastiche sono intervenute immediatamente, avviando un'indagine per identificare i responsabili e adottare misure correttive. L'accaduto ha acceso un dibattito pubblico sull'educazione civica e sul ruolo delle scuole nella prevenzione della violenza di genere. L'increscioso episodio serve come monito: è fondamentale investire nella formazione e nell'educazione al rispetto, per prevenire atti simili e costruire una società più equa e sicura per tutte le donne.

. . .

Ultime notizie